Fratelli d’Italia resta il primo partito italiano, ma il numero esatto dipende da chi lo misura. Nelle ultime rilevazioni circolate, un sondaggio EMG per Adnkronos assegna a FdI il 24,6% e al Pd il 21,2%, mentre un sondaggio Swg, sempre riportato da Adnkronos, porta FdI al 28,1% segnalando però un calo per la quarta settimana consecutiva. Tra i due dati ci sono più di tre punti percentuali di differenza sullo stesso partito: non è un errore, è la fisiologia dei sondaggi politici in Italia, dove metodo di raccolta, campione e domande cambiano il risultato quanto (o più di) l’umore degli elettori.
Due istituti, due fotografie
Metodo di confronto: prendiamo due rilevazioni pubblicate a distanza di pochi giorni e le mettiamo fianco a fianco, senza sommarle in una media che nasconderebbe le differenze.
| Istituto | FdI | Pd | Coalizione centrodestra | Coalizione centrosinistra | Affluenza stimata |
|---|---|---|---|---|---|
| EMG (Adnkronos) | 24,6% | 21,2% | 42,3% | 43,5% | 63% |
| Swg (Adnkronos/Tg La7) | 28,1% | dato non specificato nella rilevazione citata | non disponibile nella fonte | non disponibile nella fonte | non disponibile nella fonte |
Il dato che salta all’occhio non è solo lo scarto sul partito di Giorgia Meloni, ma il fatto che nella simulazione EMG il centrosinistra (43,5%) risulti addirittura davanti al centrodestra (42,3%): un ribaltamento rispetto alla narrazione dominante sui singoli partiti, che si spiega con le ipotesi di alleanza usate da ciascun istituto per costruire la coalizione, non necessariamente con un cambiamento reale negli orientamenti di voto.
Cosa omettono entrambe le letture
- Nessuna delle due rilevazioni citate riporta in modo sistematico il margine di errore: su campioni di circa 1.000-1.500 intervistati, tipico per i sondaggi politici italiani, l’oscillazione statistica è solitamente compresa tra ±2 e ±3 punti percentuali per i partiti maggiori. Una differenza di 1-2 punti tra due rilevazioni della stessa settimana, quindi, spesso non è un movimento reale ma rumore statistico.
- Le fonti aggregate non specificano sempre se il campionamento sia stato realizzato con metodo CATI (interviste telefoniche) o CAWI (questionari online): la scelta influisce sulla composizione del campione, in particolare su età, livello di istruzione e propensione a rispondere, e può spiegare parte delle differenze tra istituti.
- La lettura per fasce d’età e per segmenti di elettorato viene citata come tema emergente, ma raramente pubblicata con dettaglio sufficiente da permettere un confronto diretto tra istituti: sapere se un partito guadagna tra i più giovani o tra gli over 55 cambia il significato politico di un +1%, ma questi sotto-campioni hanno margini di errore ancora più ampi di quelli complessivi.
Il metodo per leggere senza farsi ingannare
Prima di condividere un titolo su un sondaggio, tre controlli riducono il rischio di spin:
- Chi ha commissionato e chi ha realizzato la rilevazione — non per pregiudizio, ma perché il committente indica spesso quale angolo di lettura sarà enfatizzato nella diffusione.
- La data di rilevazione — sondaggi realizzati anche solo pochi giorni prima di un evento politico rilevante possono non essere comparabili con rilevazioni successive.
- Il margine di errore dichiarato — quando non è indicato, va assunto un intervallo prudenziale di almeno ±2-3 punti per i partiti principali, più ampio per i partiti sotto il 5%.
Il verdetto sui dati di questi giorni
Impreciso, non falso. Dire che “FdI è primo partito” è corretto ed è confermato da entrambi gli istituti citati. Diventa impreciso quando si trasforma la differenza tra 24,6% e 28,1% — cioè uno scarto tra istituti, non nel tempo — in un racconto di crescita o calo del partito, oppure quando si presenta il sorpasso del centrosinistra nella simulazione EMG come un dato consolidato invece che come l’effetto di ipotesi di coalizione specifiche di quell’istituto.
La fotografia più onesta, in questa fase, è quella della persistenza: FdI resta stabilmente davanti, Pd e M5S restano dietro, e le variazioni settimanali raccontate come notizie sono, nella maggior parte dei casi, dentro il margine di errore statistico.
